Le parole del gelato
Addensanti: servono per rendere più
stabile l'emulsione e per evitare il rapido scioglimento (con il
conseguente gocciolamento...). Sono addensanti la farina di semi
di carruba (E410), la farina di semi di guar (E412), l'agar-agar
(E406), l' alginato di sodio (E401), le carragenine (E407), cmc
(carbossimetilcellulosa, E466-469) ecc. Va notato che alcuni di
questi additivi unisce più di una funzione: per esempio l a
farina di semi di carrube è sia addensante, sia stabilizzante,
sia emulsionante.
Aria:
rende il gelato più voluminoso e soffice. Per questo viene
"pompata" (tecnicamente si dice insufflazione) nella miscela del
gelato industriale. In quello artigianale viene inglobata
durante la mantecazione ed è presente in quantità minore, per
questo al gusto ci appare più "corposo". Nel ghiacciolo,
ovviamente, non c'è bisogno di inglobare aria.
Banana split:
E' una coppa composta da una banana spaccata su cui sono
disposte tre palline di gelato (al gusto di fragola, cioccolato
e vaniglia), coperta di panna montata. Alcuni vi aggiungono
altre guarnizioni come il caramello, il biscotto sbriciolato, le
noccioline.... Fu inventata in America, forse da David E.
Strickler
Biscotto:
E' un gelato composto da due strati di biscotto che racchiudono
un gelato alla vaniglia, alla crema o al cioccolato. Oggi ne
esistono diversi tipi, rivolti sia ad un pubblico adulto che ai
ragazzi. Per molti rievocano l'infanzia con l'amletico dubbio:
li mangio insieme o prima mi lecco il gelato?
Bomba: Si
chiama così per la forma particolare dello stampo in cui questo
dolce viene messo a gelare. A base di tuorli d'uovo, sciroppo di
zucchero, panna montata e liquori, la bomba è un gelato di vari
gusti disposto a strati nello stampo a cupola. Le combinazioni
possono essere diverse. Quello tradizionale vede uno strato
esterno cioccolato e cuore di pistacchio, ma c'è anche con
l'esterno al fiordilatte e un cuore di composta di fragole. Pare
che sia stata offerta la prima volta nel celebre Café
Napolitaine di Tortoni a Parigi.
Carapigna:
E' la granita al limone prodotta in Sardegna con sistemi
tradizionali. In passato era realizzata grazie alla neve
commerciata dai "Niagros" di Aritzo (per saperne di più).
Carapina:
contenitore in acciaio all'interno del quale viene versata la
miscela che la mantecatrice renderà gelato.
Cassata
siciliana semifredda: E' la versione gelata del celebre
dolce siciliano. In genere è composta da gelato alla vaniglia,
gelato al cioccolato, a cui è aggiunto un misto di frutta
candita, combinata con altri ingredienti, come pistacchi tritati
o gelato al pistacchio, cioccolato tritato, ricotta ecc.
Crema reggina:
E' una crema gelata prodotta nella zona di Reggio Calabria. Si
narra che l'abbia inventata per caso un pasticciere reggino che
mentre preparava della crema pasticciera, si era trovato a corto
di farina e per far legare bene l'impasto provò con del rhum,
esagerando. Trovandosi in mano un prodotto nuovo decise di
venderlo come gelato aggiungendovi dei canditi e cioccolato
fuso. La Crema Reggina è citata nel "Diario di un viaggio a
piedi, Calabria" di Edward Lear (1812-1888), ed. italiana Reggio
Calabria, 1937. E' inserita nell'elenco dei prodotti
agroalimentari tradizionali italiani. (per saperne di più)
Cremosità:
deriva non solo dalla presenza di grassi ma anche dai tempi di
maturazione della miscela prima del suo congelamento. E' quella
caratteristica del gelato che si apprezza al gusto, quando non
si percepiscono grumi di ghiaccio.
Contenuto
nutrizionale: l'industria offre una gamma ampia e
diversificata dal punto di vista nutrizionale e calorico: dai
gelati cremosi e ricchi ai sorbetti alla frutta, praticamente
privi di grassi. In genere si pensa che il gelato industriale
sia più "leggero" dal punto di vista calorico di quello
artigianale. In realtà non è così: il gelato industriale è più
gonfio d'aria e quindi a parità di volume pesa meno! Invece è
vero che il sorbetto è meno calorico del gelato alla crema. DAl
punto di vista nutrizionale, il gelato artigianale fatto con
ingredienti genuini è sicuramente un ottimo alimento. (Per
saperne di più)
Coppa gelato:
golose composizioni di gelati, frutta, liquori, sciroppi ecc.
serviti al tavolo nelle gelaterie artigianali. Ogni gelateria ha
le sue, ma ve ne sono alcune "tradizionali": la Pesca Melba, la
Banana Split, ecc.
Durezza:
E' la consistenza del gelato. Per dare ad ogni tipo di gelato la
consistenza ottimale e la giusta conservabilità anche nel
frezeer di casa, possono essere impiegati diversi tipi di
zuccheri o miscele di zuccheri, oppure addensanti. (v. anche
sofficità)
Emulsionanti:
aggiunti alla miscela emulsionano le particelle grasse nella
fase acquosa, rendendo la struttura più omogenea e garantendo
che il gelato non si sciolga rapidamente dopo essere stato
servito. Quelli più usati sono mono e digliceridi degli acidi
grassi (E 471), lecitina (E 322) e polisorbati (E 432, E 436).
Forma:
sul mercato si trova oggi un'ampia scelta di forme di gelato:
gelati su stecco, coni gelato con cialda, gelati tra due
biscotti o biscotti farciti di gelato, bocconcini e miniature di
gelato, torte e tranci da tagliare a fette, vaschette e
barattoli da gustare al cucchiaio...
Gelato:
dolce costituito da una crema a base di latte e zucchero con
l'aggiunta di vari ingredienti, quali uova, panna, frutta,
cioccolato, ecc., che viene fatta solidificare per congelamento
in un'apposita macchina detta gelatiera.
Gramolata:
Il termine deriva da gramolare che vuol dire rompere. Composta
d’acqua, zucchero e polpa di frutta a cui si aggiungono talvolta
pezzettini di frutta macerata nello sciroppo, assomiglia ad una
sorta di sorbetto non perfettamente denso. Il processo di
gelatura è effettuato infatti con un movimento continuo, che la
rende più fine della granita. In passato si faceva rompendo
finemente il ghiaccio a cui si aggiungeva un succo di frutta o
della crema di caffé. La variante siciliana della gramolata è la
cremolata.
Granita:
Si ottiene facendo freddare miscele di sciroppo di zucchero,
succhi di frutta e infusi. Si differenzia dal sorbetto in quanto
i cristalli di ghiaccio hanno una struttura a grana grossa. La
granita per eccellenza è quella al limone, prodotta in Sicilia
fin dal tempo della conquista araba. Tradizionale in Sicilia
sono anche la granita ai gelsi neri o more di gelso e la granita
alla mandorla, entrambe inserite nell'elenco dei prodotti
agroalimentari tradizionali italiani. In Sicilia la granita con
la brioche è una tipica colazione estiva.
Grattachecca:
Si chiama così a Roma una specie di granita ottenuta tritando
grossolanamente del ghiaccio (oggi dei cubetti, in passato
grattando - da cui il nome - un grosso blocco) su cui viene
versato uno sciroppo di vari gusto come amarena, limone, menta e
tamarindo. A Napoli la chiamano 'a rattata.
Grattamarianna: La granita prodotta con le pesche di
Montelabbate era venduta con i carrettini sulla spiaggia delle
spiagge del litorale marchigiano, in particolare nella zona di
Fano. E' inserita nell'elenco dei prodotti agroalimentari
tradizionali italiani. (per saperne di più)
Gusto: Sono
moltissimi i gusti del gelato, tanto da entrare nel Guinness dei
primati.
Ice cream:
è il termine con cui si definisce il gelato in inglese. Nelle
altre lingue definisce spesso il gelato di produzione
industriale.
Ingredienti:
non chiedete a un gelatiere le sue ricette: non ve le darà, sono
il segreto che rende ogni gelato speciale! detto questo va
sottolineato che i gelati si differenziano molto: c'è chi usa
solo materie prime selezionatissime, chi fa maggiore o minore
uso di preparati... Dove però non dovrebbero esserci dubbi è nel
gelato industriale: là gli ingredienti devono essere bene
indicati in etichetta.
Momento per
consumarlo: il gelato non ha un momento di consumo preciso,
o meglio, tutti i momenti sono adatti al gelato: si può
consumare a pranzo o a cena, come dessert, merenda o snack e
persino come pasto veloce.
Parfait:
Si tratta di un semifreddo dalla consistenza molto soffice, a
base di uova, zucchero e panna montata, variamente aromatizzata.
In genere ha una forma rettangolare. Tradizionale è il parfait
di mandorle tipico della cucina palermitana.
Parigine:
La tradizione ne attribuisce la paternità a Giovanni Torre, nato
a Bussana, un borgo nei pressi di Sanremo, che di ritorno da
Parigi (da cui il nome) s’inventò il commercio ambulante di
gelato racchiuso tra due cialde. Le parigine (o nuvole) fanno
poi la loro comparsa nei caffè di Milano a partire dal 1906. Il
gelato era compresso tra due ostie di pasta wafer che potevano
essere rotonde, quadrate o rettangolari.
Pere alla
Bella Elena: Pera sciroppata appoggiata su una base di
gelato alla vaniglia e decorata con sciroppo al cioccolato e
panna montata. Il nome deriva da una operetta musicata da J.
Offenbach, su libretto di H. Meilhac e L. Halévy, che ebbe molto
successo a suo tempo (1864): metteva in scena una caricatura
della vita, della musica e della cultura romantica dell'epoca.
Pesca Melba:
Pesca sciroppata all'interno della quale è inserita una pallina
di gelato alla vaniglia. Viene poi decorata con sciroppo al
lampone, filetti di mandorle e panna montata. Fu creata dal
celebre cuoco francese Auguste Escoffier (1848-1935) in onore
della celbre cantante lirica Nellie Melba.
Pezzo duro:
E’ un prodotto tipico della gelateria siciliana e calabrese che
ricorda nel nome i gelati prodotti in antico, confezionati in
forme di stagno o rame stagnato. Sono gelati compatti, tagliati
a fette, che spesso assumono altri nomi come zuccotto,
giardinetto ( fragola, pistacchio e panna con canditi),
tartufo....
Preparati per
gelato: sono usati nella produzione industriale e anche in
gelaterie artigianali. Si presentano in pasta o in polvere e
aggiunti ad altri ingredienti consentono di preparare le
miscele.
Scirobetta:
è la granita prodotta nella zona di Reggio Calabria con acqua,
zucchero, succo di limone o fragole a pezzi o caffè... In
origine era prodotta con la neve mescolata con il vino dagli
adulti, mentre le signore ed i ragazzi la consumavano neve
affogata con succo di limone o d’arancia. E' inserita
nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali
italiani.(per saperne di più)
Scursunera:
sorbetto a base di fiori di gelsomino, zucchero e rhum prodotto
in tutta la Sicilia e citato nel romanzo “Il Gattopardo” di
Giuseppe Tomasi di Lampedusa. E' inserita nell'elenco dei
prodotti agroalimentari tradizionali italiani. (per saperne di
più)
Semifreddo:
preparato a base di diversi ingredienti (in particolare crema,
panna e meringa italiana), non ha bisogno della mantecatrice per
essere preparato, ma va raffredato a -20°C. Può avere tanti
gusti diversi e le forme più disparate (tondo, a cupola,
monoporzione, bocconcini ecc.).
Sofficità:
l'inglobamento di una maggiore o minore quantità di aria è in
grado di rendere un gelato più o meno soffice al palato a
seconda del risultato organolettico che si vuole ottenere.
Soft Ice Cream:
E' il nome inglese con cui si indica il gelato soffice ottenuto
immettendo aria nella miscela.
Sorbetto:
Il sorbetto è un preparato composto da acqua, zucchero, succo
e/o polpa di frutta, infusi, a cui talvolta si aggiungono
liquori. Il suo nome si dice che derivi dall'arabo sharbat che
significa bevanda fresca.
Spongato:
Antico gelato siciliano ottenuto con un sorbetto racchiuso fra
due fette di pan di Spagna inzuppate di rhum. Oggi il termine è
usato spesso in Sicilia nell'accezione di «gelato in coppa».
Spumone:
Lo spumone, che nel nome evoca l'idea di leggerezza, è un
semifreddo composto da crema bianca e meringa, a cui si aggiunge
cioccolato o vaniglia, marroni o amarene, inseriti all'interno
di una camicia di gelato.
Zucchero:
o meglio zuccheri. Il primo dolcificante che l'uomo ha avuto a
disposizione è stato il miele, poi è venuto lo zucchero di canna
e poi lo zucchero da barbabietola. Da questi due vegetali si
estraeva il saccarosio, quello che noi copriamo quando andiamo a
fare la spesa. Oggi i gelatai possono mescolare diversi zuccheri
(saccarosio, destrosio, sciroppo di glucosio, zucchero
invertito, glucosio disidratato...) per dolcificare.